«Stesso capitale, costi molto diversi: ecco quanto incide ogni punto percentuale.»

Costi dei prodotti bancari: perché paghi dal doppio al quadruplo della consulenza indipendente

Fondi al 2%, polizze quasi al 3%, gestioni al 2,3%: ecco quanto pesano davvero, e perché un indipendente costa l'1,3% tutto incluso.

Se guardi l'estratto conto e non vedi spese, è facile pensare di non pagare nulla. Ma i costi dei prodotti bancari ci sono, eccome: sono incorporati nei prodotti e non compaiono come una voce a parte. Il vero problema è quanto pesano. Fra fondi, polizze e gestioni parliamo di percentuali che arrivano dal doppio al quadruplo di quanto costa farsi seguire da un consulente indipendente. In questo articolo mettiamo i numeri sul tavolo, con dati di fonti ufficiali, e vediamo quanto stai pagando davvero anno dopo anno.

«In banca non pago nulla»: il più grande malinteso sui costi

È la convinzione più diffusa, e anche la più costosa: l'idea che la consulenza ricevuta allo sportello sia gratuita. In realtà la consulenza gratuita non esiste, semplicemente la paghi senza accorgertene. I costi non arrivano come un addebito visibile, ma sono già scalati dal valore dei prodotti che possiedi, e questo li rende quasi invisibili a chi non sa dove cercarli.

Il meccanismo è semplice quanto efficace nel nascondere il conto. Un fondo o una polizza non ti manda una fattura: trattiene la sua quota direttamente dal rendimento, ogni giorno, prima ancora che tu veda il valore aggiornato. Così, a fine anno, non hai la sensazione di aver speso nulla, mentre una fetta del tuo capitale ha già cambiato direzione. È proprio questa distanza tra ciò che paghi e ciò che vedi a tenere in piedi il malinteso.

C'è poi una seconda famiglia di costi, ancora meno visibile: quelli una tantum. Commissioni di sottoscrizione quando entri, penali o spese di uscita quando esci, costi di intermediazione quando il prodotto viene movimentato. Presi uno per uno sembrano episodi trascurabili, ma vanno sommati ai costi ricorrenti per avere il conto vero. È il motivo per cui due prodotti con lo stesso costo annuo dichiarato possono pesare in modo molto diverso sul risultato finale.

Quanto costano davvero i prodotti bancari

Tradotti in numeri, i costi dei prodotti bancari sono tutt'altro che trascurabili, e a dirlo non sono opinioni ma le rilevazioni delle autorità di settore. Un fondo a gestione attiva costa in media circa il 2% all'anno, una gestione patrimoniale intorno al 2,3%, mentre le polizze unit linked e multiramo, misurate con l'indicatore di riduzione del rendimento, viaggiano spesso tra il 2,6% e il 2,9%. Le analisi europee dell'ESMA sui costi dei prodotti di investimento retail confermano da anni che i prodotti a gestione attiva e assicurativi restano i più cari per il risparmiatore.

ProdottoCosto medio annuo
Fondo a gestione attivacirca 2%
Gestione patrimonialecirca 2,3%
Polizza unit linked o multiramo2,6-2,9%
Range prodotti bancari e assicuratividall'1,06% al 2,87%
Con i costi accessori si puòsfiorare il 5%
Consulenza indipendente (tutto incluso)circa 1,3%

Il quadro, messo in fila, parla da solo: si parte da poco più dell'1% e si arriva a sfiorare il 5% quando si sommano tutti i costi accessori. La forbice è ampia, ma il baricentro dei prodotti più venduti resta saldamente sopra il 2%, cioè proprio dove l'impatto sul capitale diventa pesante.

Perché i costi sono espressi in percentuale

Non è un dettaglio da poco il fatto che questi costi vengano sempre comunicati in percentuale. Una percentuale piccola, come l'1,5% o il 2%, suona innocua e si dimentica in fretta, mentre la stessa cifra tradotta in euro fa tutto un altro effetto. Esprimere i costi in punti percentuali, in altre parole, ne attenua la percezione e li fa sembrare meno rilevanti di quanto siano. Per capire davvero quanto paghi, il primo esercizio è sempre lo stesso: trasformare la percentuale in euro, sul tuo capitale, per tutti gli anni in cui resterai investito.

Dal doppio al quadruplo: il confronto con la consulenza indipendente

A questo punto il confronto diventa netto. Un servizio di consulenza indipendente ha un costo complessivo intorno all'1,3% all'anno, cioè circa l'1% di parcella più lo 0,3% di costo medio degli ETF utilizzati. È un costo dichiarato in modo trasparente e pagato direttamente dal cliente, senza commissioni nascoste dentro i prodotti.

Confronta questo 1,3% con il 2% di un fondo, il 2,3% di una gestione o il quasi 3% di una polizza, e ottieni esattamente quel moltiplicatore: dal doppio al quadruplo. Non è una differenza di sfumatura, è un divario strutturale, e nasce da una ragione precisa. Chi vive di sola parcella non ha alcun interesse a infilarti prodotti costosi, perché non guadagna dal collocamento ma solo dal servizio: l'allineamento di interessi, qui, non è uno slogan ma il motore che tiene bassi i costi.

C'è un modo semplice per sentire questo divario sulla pelle: chiederti quanto deve rendere il tuo investimento solo per pagare i costi. Con un prodotto al 2,5%, il primo 2,5% di rendimento di ogni anno non è tuo: serve a coprire le spese, e soltanto da lì in su inizi a guadagnare davvero. Con l'1,3% tutto incluso l'asticella si abbassa di quasi la metà. In un anno positivo la differenza si nota poco, ma in un anno fermo o leggermente negativo decide il segno del tuo risultato: lo stesso mercato, per due investitori con costi diversi, può significare un piccolo guadagno per uno e una perdita per l'altro.

Cosa significa in euro: 1.250 contro 650 l'anno su 50.000

Facciamo l'esercizio che conta, cioè portare le percentuali in euro su un capitale concreto. Su 50.000€ investiti, un costo del 2,5% vale 1.250€ all'anno, mentre l'1,3% di un approccio indipendente ne vale 650. La differenza è di 600€ ogni anno, e proiettata su dieci anni significa oltre 12.500€ pagati nel primo caso contro circa 6.500€ nel secondo.

Su 50.000€ investitiProdotto bancario (2,5%)Consulenza indipendente (1,3%)
Costo annuo1.250€650€
Costo in 10 annioltre 12.500€circa 6.500€

Il calcolo vero, però, è ancora più impietoso, perché i soldi non spesi in costi restano investiti e a loro volta rendono. A parità di rendimento, su vent'anni la sola differenza di costo può valere oltre 33.000€ di capitale finale. Lo si vede bene nei casi reali: una polizza che costa il 2,59% l'anno brucia 1.295€ su 50.000€, contro lo 0,33% di uno strumento quotato equivalente, cioè circa otto volte tanto a parità di andamento.

Come leggere i tuoi costi reali: TER, RIY e costi ex-post del KID

La buona notizia è che oggi i costi si possono leggere, basta sapere dove guardare. Per i fondi e gli ETF il riferimento è il TER, l'indicatore di spesa corrente annua, che per un ETF è molto basso, in media intorno allo 0,27%. Per le polizze conta l'indicatore di riduzione del rendimento, che mostra di quanto i costi abbassano il guadagno atteso ogni anno.

Esiste poi un documento che la normativa impone di consegnarti, il KID, dove trovi i costi una tantum e quelli ricorrenti, oltre al cosiddetto costo ex-post che riepiloga quanto hai pagato davvero. Strumenti come le guide della Consob e di Banca d'Italia per i risparmiatori spiegano come leggerli senza essere esperti. Dedicare mezz'ora a questi numeri, sul proprio estratto, è il modo più rapido per scoprire quanto si sta pagando.

Se vuoi farlo subito, il percorso è questo:

  • prendi l'ultimo rendiconto o il KID di ogni prodotto che possiedi e cerca le voci «spese correnti», «costi una tantum» e «costi ex-post»;
  • somma le percentuali di ciascun prodotto e calcola la media pesata sul tuo capitale complessivo;
  • traduci il totale in euro all'anno, moltiplicandolo per il valore investito;
  • confrontalo con l'1,3% tutto incluso: se il tuo numero è vicino al 2,5% o oltre, sai già da dove arriva il divario «dal doppio al quadruplo».

Domande frequenti

Se in banca non vedo spese, sto pagando lo stesso?

Sì. I costi dei prodotti bancari non compaiono come addebito separato, ma sono già trattenuti dal valore dei prodotti che possiedi. Non vederli sull'estratto non significa non pagarli, anzi è proprio ciò che li rende facili da ignorare.

Cosa sono il TER e l'indicatore RIY?

Il TER è la spesa corrente annua di un fondo o di un ETF, espressa in percentuale del capitale. L'indicatore di riduzione del rendimento, usato per le polizze, mostra di quanto i costi abbassano ogni anno il rendimento atteso: più è alto, più il prodotto è caro.

L'1% del consulente indipendente è in più o al posto degli altri costi?

È al posto, non in più. La parcella sostituisce le commissioni nascoste dei prodotti, e usando strumenti a basso costo come gli ETF il totale resta intorno all'1,3% tutto incluso, ben sotto il 2-3% dei prodotti tradizionali.

Il 2% all'anno è davvero tanto?

Sì, molto più di quanto sembri, perché agisce ogni anno e su tutto il capitale. Su 50.000€ sono 1.000€ l'anno, che composti su vent'anni diventano decine di migliaia di euro: un punto percentuale di costo non è mai un dettaglio.

In sintesi

I costi dei prodotti bancari esistono anche quando non li vedi, e nella maggior parte dei casi pesano dal doppio al quadruplo di quanto costa una consulenza indipendente. La ragione non è la cattiveria di nessuno, ma un modello in cui il guadagno arriva dal collocamento dei prodotti, e quei prodotti devono pur pagare chi li vende. Tradurre ogni percentuale in euro, sul proprio capitale e sui propri anni di investimento, è il gesto che fa cadere il velo.

Una volta visti i numeri, la scelta diventa più semplice e più consapevole. Pagare l'1,3% tutto incluso invece del 2,5% non è un risparmio contabile, è capitale che resta investito e continua a rendere per te. La trasparenza, qui, non è una promessa di marketing: è la prima forma concreta di rendimento.

Guarda il video

Vuoi vederlo con un caso reale? Guarda il video qui sotto: al minuto 01:43 ti mostro una polizza che costava il 2,59% l'anno, cioè 1.295€ su 50.000€, a fronte di uno strumento quotato equivalente allo 0,33%, con lo stesso andamento ma circa otto volte più cara; al minuto 01:07 ti spiego perché i prodotti più venduti sono spesso i più costosi.

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Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. I costi citati sono medie di categoria tratte da fonti ufficiali e possono variare nel singolo prodotto. Verifica sempre i costi reali sul KID e sulla documentazione del tuo intermediario.

Approfondimenti

Fonti esterne: ESMA – Costs and Performance of EU Retail Investment Products; Consob e Banca d'Italia – guide per i risparmiatori.

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