Una sola parcella annuale, e un riferimento a cui chiedere su tutto il tuo patrimonio: revisioni, dubbi su un contratto, pianificazione, senza contare le domande né temere extra.
C'è una domanda che molte persone non fanno mai al proprio consulente, ed è un peccato, perché è la domanda che avrebbe evitato loro un errore: non la fanno perché temono che «ogni domanda abbia un costo». Con una parcella all inclusive questo timore sparisce alla radice: paghi una sola quota annuale, dichiarata in anticipo, e dentro c'è tutto il servizio di consulenza, dalle revisioni di portafoglio ai dubbi su un contratto, senza contatore delle richieste e senza voci extra a sorpresa. In questo articolo vediamo cosa comprende davvero una consulenza a parcella unica, perché il modello esclude gli extra per costruzione e, soprattutto, come usarla al massimo: perché un riferimento già pagato che non interpelli mai è il più strano degli sprechi.
La paura nascosta: «ogni domanda avrà un costo?»
L'abitudine viene da altri mondi professionali, dove è la norma: la parcella oraria, la tariffa a pratica, il preventivo da chiedere per ogni nuova richiesta. Così, davanti a un dubbio finanziario, scatta il calcolo silenzioso: «vale la pena disturbare? quanto mi costerà questa telefonata?». E il dubbio resta lì, non chiesto, fino a quando si trasforma in una firma sbagliata o in un'occasione persa.
Il paradosso è che questa prudenza, sensata altrove, con la consulenza a parcella unica lavora contro di te: il servizio è già pagato per intero, e ogni domanda non fatta è valore che lasci sul tavolo, oltre che un rischio che ti tieni in casa. Per liberarsene serve solo capire come funziona il perimetro economico, ed è più semplice di quanto sembri.
Parcella all inclusive: cosa significa davvero
«All inclusive», qui, ha un significato preciso: il compenso è uno solo, stabilito in anticipo nel contratto, e copre l'intero servizio di consulenza per l'anno. Niente tariffe a domanda, niente supplementi per le revisioni, niente sorprese a consuntivo: il numero che conosci a gennaio è il numero che avrai pagato a dicembre.
Cosa è compreso: revisione, dubbi, pianificazione
Dentro la parcella ci sta il lavoro vero, non un pacchetto base con gli optional. L'analisi e la revisione del portafoglio, con i report periodici e quelli su richiesta. I dubbi puntuali: il contratto finanziario che ti hanno proposto altrove, la polizza che hai nel cassetto, l'offerta «imperdibile» da valutare prima di firmare. La pianificazione: gli obiettivi che cambiano, l'orizzonte che si accorcia, la liquidità in arrivo da sistemare. Tutto ciò che riguarda i tuoi investimenti e la pianificazione del patrimonio passa da un'unica porta, già aperta.
Qualche esempio di richieste tipiche, per rendere l'idea:
- «mi hanno proposto questo prodotto in filiale: me lo traduci prima che firmi?»;
- «ho ereditato un dossier titoli pieno di vecchi fondi: cosa tengo e cosa no?»;
- «vorrei partire con un piano di accumulo per mio figlio: da dove comincio?»;
- «è arrivata una liquidità inattesa: la parcheggiamo o la mettiamo al lavoro?».
Perché non ci sono extra a sorpresa
L'assenza di extra non è generosità, è coerenza del modello. La parcella è la sola fonte di guadagno: non esistono provvigioni sui prodotti, quindi non esiste nemmeno l'incentivo a creare occasioni di spesa aggiuntiva. E i confini economici sono dichiarati per iscritto: l'1% annuo del patrimonio seguito, con un minimo di 250 € e un massimo di 5.000 € IVA inclusa. Un perimetro con un pavimento e un tetto, dentro il quale le domande non si contano.
Come ottenere il massimo dal tuo consulente a parcella
La parcella unica cambia il galateo: chiedere non è disturbare, è usare ciò che hai già pagato. Le abitudini che ripagano sono quattro. Porta ogni proposta esterna prima di firmarla: un parere indipendente su un contratto vale spesso più della parcella intera. Fai le domande «piccole» appena nascono, perché è da lì che si evitano gli errori grandi. Usa le revisioni per guardare tutto il quadro, non solo il portafoglio seguito. E coinvolgi il consulente negli snodi di vita, un'eredità, una casa, la pensione che si avvicina: è negli snodi che la pianificazione rende di più.
C'è anche un effetto psicologico prezioso: sapere che il costo non cambia toglie l'ansia dal rapporto. Si ragiona meglio, si chiede prima, si decide con calma: è la stessa logica del medico di famiglia, un riferimento stabile che conosce la tua storia, invece di un consulto a gettone ogni volta da pagare e da spiegare daccapo.
Quanto costa e come si paga
I numeri, per chiarezza, sono questi: la parcella è l'1% annuo del patrimonio seguito, con minimo di 250 € e massimo di 5.000 €, IVA inclusa. Per gli importi sopra i 400 € è prevista la rateizzazione in due quote semestrali, così l'esborso si distribuisce nell'anno. Sommando il costo medio degli ETF utilizzati, il conto complessivo resta intorno all'1,3% «tutto incluso».
Il confronto con il modello tradizionale chiude il cerchio: lì i costi sono impliciti nei prodotti, crescono senza tetto e non comprano alcun diritto a chiedere; qui il costo è uno, visibile, con un massimale, e il diritto a chiedere è esattamente ciò che stai comprando. Le guide di Banca d'Italia per i risparmiatori insegnano a leggere i costi dei prodotti: l'esercizio rivela quasi sempre che il «gratis» della banca costa più della parcella dichiarata.
Domande frequenti
Cosa include la parcella?
L'intero servizio di consulenza per l'anno: analisi e revisione del portafoglio, report periodici e su richiesta, valutazione di contratti e proposte che ricevi altrove, pianificazione degli obiettivi e assistenza per le decisioni. Tutto ciò che riguarda i tuoi investimenti passa da lì.
Pago di più se chiedo spesso?
No: le richieste non si contano e il compenso non cambia. Anzi, il servizio rende di più proprio a chi lo usa: ogni dubbio chiarito in tempo vale più della parcella che lo copre.
Ci sono costi aggiuntivi?
No, per costruzione: la parcella è l'unica fonte di guadagno del servizio, dichiarata in anticipo con minimo e massimo. Restano ovviamente i costi propri degli strumenti (come il TER degli ETF), che sono bassi e visibili: sommandoli si arriva a circa l'1,3% complessivo.
Come si paga la parcella?
Una volta l'anno, con possibilità di dividerla in due quote semestrali per gli importi superiori ai 400 €. Il calcolo è l'1% del patrimonio seguito, con il minimo di 250 € e il tetto di 5.000 € IVA inclusa.
In sintesi
La parcella all inclusive è un perimetro economico semplice: un solo compenso annuale, dichiarato in anticipo con minimo e massimo, dentro il quale stanno tutte le domande, le revisioni e la pianificazione di cui il tuo patrimonio ha bisogno. Niente extra a sorpresa, perché non esiste l'incentivo a crearli: il modello vive di parcella, non di occasioni di spesa.
Il consiglio finale è di comportamento, più che di finanza: usala. Porta i dubbi appena nascono, fai leggere le proposte prima di firmarle, chiedi senza contare. Un riferimento già pagato e mai interpellato è l'unico vero costo nascosto di questo modello, ed è l'unico che dipende interamente da te.
Guarda il video
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