Due piante della stessa specie a velocità di crescita diversa in vasi su un tavolo: il rendimento medio superiore che fa crescere il capitale più in fretta nel tempo

Rendimenti mediamente superiori: perché pochi punti cambiano la crescita del capitale

Pochi punti di rendimento in più, composti negli anni, fanno una differenza enorme: ecco il meccanismo, da dove possono arrivare quei punti e che cosa non si può promettere.

Quando si parla di investimenti, molti pensano che l'unico modo per guadagnare di più sia rischiare di più. Il quadro è più sfumato: bastano rendimenti mediamente superiori di pochi punti perché il capitale cresca molto più in fretta nel tempo, e una parte di quei punti si può recuperare senza scommettere, per esempio sui costi. Gli ingredienti sono tre: costi ridotti, gestione del rischio e reinvestimento costante dei frutti. In questo articolo vediamo da dove arrivano questi punti in più, quanto valgono davvero sulla velocità di crescita del tuo capitale e perché la parola chiave non è "promessa", ma "media sostenibile".

Perché "pochi punti in più" cambiano tutto

L'intuito tratta il rendimento come un voto annuale: 5,5% o 8%, che differenza vuoi che faccia. Ma il rendimento medio non è un voto, è una velocità, e le velocità si compongono: ogni anno gli interessi si sommano al capitale e producono interessi a loro volta. Su orizzonti lunghi, pochi punti di differenza nella media annua scavano divari che l'intuito non immagina.

I numeri lo dicono meglio di qualunque discorso. Prendi 100.000 € e tre rendimenti medi annui ipotetici: il 2%, uno scenario sfavorevole, il 5,5% e l'8%. Non sono previsioni né la promessa di un portafoglio: servono a mostrare che cosa fa una differenza di pochi punti quando si compone.

Orizzonte Al 2% medio (sfavorevole) Al 5,5% medio All'8% medio
10 anni ≈ 121.900 € ≈ 170.800 € ≈ 215.900 €
20 anni ≈ 148.600 € ≈ 291.800 € ≈ 466.100 €
30 anni ≈ 181.100 € ≈ 498.400 € ≈ 1.006.300 €

Stesso capitale, stessa pazienza: dopo vent'anni il 5,5% e l'8% distano già oltre 174.000 €, dopo trenta il ritmo più veloce vale circa il doppio dell'altro. Ecco perché "pochi punti" è l'espressione più ingannevole della finanza personale. Sono calcoli a rendimento costante, al lordo di costi e tasse: nella realtà i rendimenti cambiano ogni anno, alcuni anni sono negativi, e nessuno di questi valori è garantito.

Rendimenti mediamente superiori: da dove arrivano

La domanda giusta, a questo punto, è da dove arrivino quei punti in più, se non dal rischio. Le fonti sono due: la prima non richiede di scommettere, la seconda ha rischi propri da conoscere. Lavorano in parallelo e si sommano: la prima difende la media dai costi, la seconda la alimenta con il metodo.

Costi bassi: il rendimento che non regali

La prima fonte è il punto più sottovalutato di tutti: il rendimento che non regali in costi è rendimento tuo. Nell'Unione europea un ETF azionario costa in media lo 0,5% l'anno e un fondo azionario l'1,9%: un portafoglio costruito su ETF parte quindi ogni anno con 1,4 punti di vantaggio, a parità di mercati, come documentano le rilevazioni dell'ESMA sui prodotti retail europei. È la componente più certa del "di più": non dipende dalle stagioni di Borsa, si incassa comunque. Se ti fai seguire da un consulente, a quei costi va aggiunta la parcella: il confronto si fa sul totale.

Metodo e gestione del rischio

La seconda fonte è il metodo: i certificati che possono generare cedole anche nei mercati fermi, la rotazione che cerca di tenere in squadra gli strumenti adatti alla fase in corso, le regole che puntano a contenere le perdite. Nessuno di questi elementi è privo di rischi: i certificati hanno un tetto ai guadagni, sotto la barriera perdono come il sottostante e portano il rischio dell'emittente; la rotazione può sbagliare i tempi. Quando funzionano, le perdite più contenute significano basi di ripartenza più alte, che è ciò che fa correre la media. Il "di più", qui, si cerca con la disciplina, non con l'azzardo, e non si può garantire.

Che cosa è certo e che cosa no

Quanto valgano davvero questi punti in più, nessuno lo può dire in anticipo: dipende dai mercati. Si può però separare ciò che è certo da ciò che non lo è. È certo il peso dei costi: la differenza fra lo 0,5% di un ETF azionario e l'1,9% di un fondo azionario si ritrova ogni anno nel rendimento, qualunque cosa facciano i mercati. Non è certo il contributo del metodo: può aggiungere rendimento, ma anche toglierne, a seconda di come vanno i mercati e di come si applica. Per questo i rendimenti della tabella vanno letti come esempi del meccanismo, non come risultati attesi di un portafoglio.

Cosa significa per la velocità di crescita del capitale

C'è un modo immediato per sentire la differenza tra le medie: il tempo di raddoppio. Con la regola pratica del 72, un capitale al 5,5% medio raddoppia all'incirca ogni 13 anni; all'8% raddoppia ogni 9. Su una vita da investitore, sono raddoppi interi di differenza: lo stesso patrimonio che a un ritmo arriva a destinazione, all'altro ci arriva con anni di anticipo, o ci arriva doppio.

La velocità, peraltro, non serve solo ad arricchirsi prima: serve a rendere i piani più robusti. Chi cresce più in fretta può permettersi versamenti più leggeri a parità di traguardo, obiettivi più ambiziosi a parità di versamenti, o un margine di sicurezza più ampio per gli imprevisti della vita. Pochi punti di media, nel tempo, non comprano solo euro: comprano libertà di scelta.

Domande frequenti

Rendimenti più alti significano più rischio?

Non sempre: la parte che arriva da costi più bassi non aggiunge rischio. Quella che arriva dal metodo ha invece rischi propri: i certificati hanno il rischio dell'emittente e sotto la barriera perdono come il sottostante, e ogni scelta di gestione può sbagliare. Per questo quella parte non si può promettere.

Cosa rende "sostenibile" un rendimento superiore?

Il fatto di non dipendere da colpi di fortuna: costi che restano bassi ogni anno, cedole che possono arrivare anche nei mercati fermi, regole di rischio che puntano a evitare i tracolli da cui è difficile recuperare. Una media si difende solo se il metodo si ripete.

Quanto cambia qualche punto in più nel lungo periodo?

Moltissimo: su 100.000 € e con rendimenti costanti ipotetici, la differenza tra il 5,5% e l'8% medio vale oltre 174.000 € dopo vent'anni e circa il raddoppio del capitale finale dopo trenta. Sono esempi del meccanismo, non previsioni.

I rendimenti citati sono garantiti?

No: sono ipotesi ed esempi, dichiarati con i loro parametri. Nessun rendimento di mercato è garantito; ciò che si controlla sono i costi e il metodo, ed è da lì che si cerca il vantaggio.

In sintesi

I rendimenti mediamente superiori non sono una promessa di Borsa, ma il prodotto di scelte ripetibili: strumenti a basso costo che non regalano punti per strada, certificati e rotazione che possono aggiungere flussi e proteggere le basi di ripartenza, con i loro rischi, regole che puntano a impedire alle perdite di azzerare anni di lavoro. La differenza tra il 5,5% e l'8% medio sembra piccola sul singolo anno e vale invece raddoppi interi di capitale sugli orizzonti lunghi.

La domanda utile, quindi, non è "quanto rende al massimo?", ma "qual è la media che il mio portafoglio può sostenere, e cosa la sta frenando oggi?". Spesso la risposta sta nei costi e nell'assenza di metodo: due cose che, a differenza dei mercati, puoi cambiare domattina.

Guarda il video

Vuoi vedere come pochi punti di rendimento cambiano il capitale nel tempo? Guarda il video qui sotto: al minuto 04:47 ti mostro quanto capitale serve per una rendita e in quanto tempo si accumula, con ipotesi di rendimento dichiarate, e al minuto 07:24 con quali strumenti costruisco i portafogli. Sotto il video trovi le note con le precisazioni.

Note al video. Il video presenta il mio servizio di consulenza e non è una raccomandazione personalizzata. Gli esempi sono ipotetici. La simulazione dal 2019 è un portafoglio ricostruito oggi con strumenti quotati e prezzi reali di quegli anni, non il risultato di un cliente, e i rendimenti passati non sono un indicatore affidabile di quelli futuri. Ogni investimento comporta rischi, compresa la perdita del capitale. Sono un consulente finanziario autonomo, iscritto all’albo unico dei consulenti finanziari e vigilato dall’OCF. Oggi l’adesione si può fare anche a distanza, con la firma elettronica qualificata, oppure in studio.

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Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Le tabelle sono calcoli illustrativi su ipotesi prudenziali dichiarate; i rendimenti passati e le medie storiche non garantiscono risultati futuri.

Approfondimenti

Fonti esterne: ESMA – Costs and Performance of EU Retail Investment Products; MSCI World – indice azionario globale.

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