«Tutti i costi in una tabella: dal 2,9% delle polizze all'1,3% della consulenza indipendente.»

Costi della consulenza indipendente vs costi di fondi e polizze: la tabella con tutti i numeri

Fondi attivi intorno al 2%, polizze unit-linked al 2,6-2,9%, gestioni al 2,3%, consulenza indipendente all'1,3% tutto incluso: tutto in una sola tabella, con le fonti.

Confrontare i costi di un investimento è più difficile di quanto sembri: ogni prodotto li esprime a modo suo, con sigle diverse, e non capita mai di vederli tutti insieme sulla stessa riga. Per questo abbiamo raccolto i costi di fondi e polizze, delle gestioni patrimoniali, degli ETF e della consulenza indipendente in un'unica tabella, con i numeri e le fonti. A colpo d'occhio puoi vedere quanto si paga davvero in ciascuna categoria: dai fondi attivi intorno al 2% l'anno alle polizze che arrivano al 2,9%, fino all'1,3% «tutto incluso» del modello indipendente. In questo articolo trovi la tabella, la guida per leggerla bene e la traduzione in euro su un capitale concreto.

Perché è difficile confrontare i costi (e perché serve una tabella)

L'opacità non è un caso, è un formato. I fondi esprimono le spese correnti in percentuale annua, le polizze le nascondono dentro indicatori tecnici come la riduzione del rendimento, le gestioni sommano voci diverse, e i costi una tantum di ingresso e uscita compaiono solo nei documenti che pochi leggono. Ognuno parla la sua lingua, e così il confronto, che sarebbe l'unica cosa davvero utile per decidere, non avviene quasi mai.

Eppure i numeri, presi categoria per categoria dalle rilevazioni delle autorità di settore, esistono e sono pubblici. Basta metterli in colonna, con la stessa unità di misura: il costo medio annuo in percentuale del capitale investito. È esattamente quello che fa la tabella qui sotto, pensata per essere salvata e consultata al bisogno.

La tabella: costi di fondi, polizze, gestioni e consulenza indipendente

CategoriaCosto medio annuoRiferimento
Polizze unit linked e multiramo2,6-2,9% (indicatore RIY)rilevazioni IVASS
Gestioni patrimonialicirca 2,3%rilevazioni di settore
Fondi comuni a gestione attivacirca 2%report ESMA 2025
Prodotti bancari/assicurativi (range)dall'1,06% al 2,87% (fino a ~5% con gli accessori)analisi di categoria
ETF0,05-0,90% (media 0,27%)report ESMA 2025
Consulenza indipendente «tutto incluso»circa 1,3% (1% parcella + 0,3% ETF)parcella dichiarata

Fondi attivi e gestioni patrimoniali

I fondi a gestione attiva costano in media circa il 2% all'anno tra commissioni di gestione e oneri correnti, e le analisi europee dell'ESMA sui prodotti retail (edizione 2025) confermano da anni che restano tra i più cari per il risparmiatore. Le gestioni patrimoniali si collocano intorno al 2,3% complessivo: alla gestione si sommano spesso costi amministrativi e di negoziazione che il rendiconto distribuisce in voci separate, rendendo il totale meno leggibile di quanto la singola voce lasci credere.

Polizze unit linked e multiramo

Le polizze d'investimento sono la categoria più cara: l'indicatore di riduzione del rendimento, il RIY usato nelle rilevazioni IVASS, misura di quanto i costi abbassano ogni anno il rendimento atteso, e per unit linked e multiramo viaggia spesso tra il 2,6% e il 2,9%. Sommando caricamenti ed eventuali penali di riscatto, il conto complessivo di alcuni prodotti può sfiorare il 5%: è il territorio dove il costo smette di essere un dettaglio e diventa il primo determinante del risultato.

ETF e consulenza indipendente

All'estremo opposto ci sono gli ETF, con spese correnti tra lo 0,05% e lo 0,90% e una media intorno allo 0,27%: un decimo dei fondi attivi, senza costi di ingresso o uscita. Una consulenza indipendente costruita su questi strumenti dichiara tutto il conto in anticipo: 1% di parcella più circa 0,3% di costo medio degli ETF, per un totale «tutto incluso» attorno all'1,3% annuo. È l'unica voce della tabella che arriva come una fattura visibile, ed è anche, paradossalmente, una delle più basse.

Cosa significa in euro: l'effetto su 50.000 € in 10 anni

Le percentuali si capiscono davvero solo tradotte in euro, sul proprio capitale e sui propri anni. Su 50.000 € investiti, un costo medio del 2,5%, tipico dei prodotti tradizionali più diffusi, vale 1.250 € all'anno: oltre 12.500 € pagati in dieci anni. Lo stesso capitale all'1,3% tutto incluso ne costa circa 650 all'anno, cioè attorno ai 6.500 € nel decennio: almeno 6.000 € di differenza, senza contare che il denaro non speso resta investito e si compone.

Ed è qui che la tabella mostra il suo vero significato: non è una classifica di simpatia tra prodotti, è la mappa di quanto rendimento parte già assegnato prima ancora che i mercati si muovano. Tra la riga più cara e quella più economica ballano più di due punti percentuali l'anno: su orizzonti lunghi, è la differenza che decide il risultato. Vista così, la parcella si paga letteralmente da sola: il passaggio dal 2,5% medio all'1,3% libera ogni anno più di quanto la consulenza costi.

Come leggere correttamente questi numeri

Tre avvertenze rendono il confronto onesto. Primo: sono medie di categoria, tratte da rilevazioni ufficiali, non il costo del singolo prodotto: il tuo fondo specifico può costare più o meno della media, e l'unico modo per saperlo è leggere il KID e i rendiconti. Secondo: ogni numero ha la sua fonte e il suo anno, qui il report ESMA 2025 e le rilevazioni IVASS, perché i costi medi si muovono nel tempo, lentamente ma si muovono.

Terzo, il più importante: il confronto va fatto sul costo complessivo, non sulla singola voce. Una parcella visibile dell'1% può sembrare più cara di un prodotto «senza costi», finché non si somma tutto ciò che il prodotto trattiene in silenzio. La tabella serve esattamente a questo: mettere ogni categoria nella stessa unità di misura, così che il «gratis» apparente e il costo dichiarato si possano finalmente guardare negli occhi.

Un'ultima avvertenza riguarda ciò che la tabella, per costruzione, non mostra: i costi una tantum. Commissioni di sottoscrizione all'ingresso, spese o penali di riscatto all'uscita, costi di intermediazione sulle movimentazioni: voci episodiche che si sommano a quelle ricorrenti e che, soprattutto nelle polizze, possono cambiare sensibilmente il conto finale. Quando confronti i tuoi prodotti con queste medie, aggiungile sempre al totale.

Domande frequenti

Perché i costi sono così diversi tra categorie?

Perché remunerano filiere diverse: un ETF replica un indice senza gestori da pagare né reti da commissionare, mentre fondi attivi e polizze devono coprire gestione, distribuzione e provvigioni. Più anelli ha la catena, più il costo annuo sale.

Cos'è l'indicatore RIY delle polizze?

È la «riduzione del rendimento»: misura di quanti punti percentuali i costi complessivi abbassano ogni anno il rendimento atteso del prodotto. Un RIY del 2,9% significa che, prima di guadagnare un euro, la polizza deve recuperare quasi tre punti di costi.

L'1,3% della consulenza indipendente include i prodotti?

Sì: è la somma della parcella (1% annuo, con minimo e massimo dichiarati) e del costo medio degli ETF utilizzati (circa 0,3%). Non ci sono provvigioni, retrocessioni o costi di ingresso e uscita ad aggiungersi.

Quanto incidono i costi in 10 anni?

Su 50.000 €, il 2,5% medio dei prodotti tradizionali vale oltre 12.500 € nel decennio, contro circa 6.500 € del modello indipendente: almeno 6.000 € di differenza, che composti negli anni successivi continuano a crescere.

In sintesi

Messi nella stessa unità di misura, i costi raccontano una gerarchia chiara: polizze unit linked e multiramo al vertice con il 2,6-2,9%, gestioni intorno al 2,3%, fondi attivi al 2%, e all'altro capo gli ETF allo 0,27% medio, su cui una consulenza indipendente costruisce il suo 1,3% tutto incluso, dichiarato per intero. Su 50.000 € in dieci anni, la distanza tra il modello tradizionale e quello indipendente vale almeno 6.000 €.

Tieni questa tabella come riferimento e usala nel modo più pratico possibile: prendi i tuoi prodotti, cerca i loro costi reali nel KID e mettili in colonna accanto a queste medie. Scoprire in quale riga ti trovi è il primo passo, e spesso anche il più redditizio, di qualunque revisione di portafoglio.

Guarda il video

Vuoi un esempio concreto di quanto pesano i costi? Guarda il video qui sotto: al minuto 01:43 ti mostro il caso di una polizza con costi del 2,59% contro lo 0,33% di uno strumento equivalente, circa otto volte più cara; al minuto 07:24 ti spiego come gli ETF costino una frazione e come quel risparmio diventi rendimento.

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Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. I costi citati sono medie di categoria tratte da fonti ufficiali e possono variare nel singolo prodotto: verifica sempre i costi reali sul KID e sulla documentazione del tuo intermediario.

Approfondimenti

Fonti esterne: ESMA – Costs and Performance of EU Retail Investment Products 2025; IVASS – guide per i consumatori.

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